giovedì 16 ottobre 2014

Applausi muti per i ragazzi di via Panisperna

 1 Prologo

Un mesetto fà partecipai ad una mostra (ennesima moscia depressa) a via Panisperna,quartiere Monti,città Eterna...

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" Pioveva quel giorno,arrivai alla metro B in fretta e furia,timoroso di perdere l'inaugurazione.
Scesi alla fermata,guardai il nome impresso su un cartello di plastica blù,era il posto giusto.Salii la scalinata e mi ritrovai per strada,nel quartiere Monti. 
Passavano facce e anime sbiadite dalla furia del presente,tutte in giacca e ombrello ,cosi protette,cosi fragili.
Io melo ero scordato a casa,l'ombrello.Arrivai a Via Panisperna,la pioggia non voleva cessare,le scarpe eleganti si erano bagnate,cosi come tutto il resto.
Ricardai quelle vie,c'ero passato tempo prima,con Sarah.Erano due mesi che non ci vedevamo e non ci cercavamo.
Chissà- pensai - chissà dove starà-
Le pozze d'acqua rispecchiavano un pò l'umore di tutti,ma io non avevo tempo di starle a guardare tutte,mentre camminavo vidi il palazzo con un paio di persone ,fuori, intente a fumare.
Arrivai li,c'erano due,un tizio alto calvo e con i baffetti (ricordava D'annunzio) e una ragazza della mia età,un pò bruttina.
Chiesi a D'annunzio se era Palazzo Falletti,egli mi rispose entro poche righe che era il posto che cercavo.
Lo ringraziai,entrai dentro un vialetto che portava a un cortile.Il palazzo era antico,aveva una storia ,che poi era la storia di tutti ma oramai quasi tutti sene fregavano.
Una signora anziana che puliva con una scopa mi disse che se ero venuto per la mostra dovevo salire le scale fino al quarto piano.
La ringraziai,quindi,una volta individuate le benedette scale,presi in mano la situazione e decisi di spappolarmi la milza.


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Arrivai nella sede della mostra con un pò di fiatone,anche se avevo smesso di fumare da più di tre mesi.C'era molta gente,molti invitati,molti artisti,insomma,tutto molto.
Non conoscevo nessuno,tranne la curatrice delle mie mostre che mi aveva fatto partecipare a questo evento cosi riservato.Mi incamminai verso una sala dove scorgevo a debita distanza gente seduta su sgabelli di ferro.
Andai li,c'era la giuria in fondo alla sala,i quadri tutti intorno appesi alle pareti,la folla seduta e un uomo anziano con un microfono in mano.
L'uomo parlava di arte e celebrazioni,dell'importanza dell'evento,della sua peculiarità.
Non era vero un cazzo.
Anche loro,erano li per tirare su due spicci,e per quanto avevo pagato erano davvero due spicci.
Mi appoggiai ad una parete e seguii i discorsi del vecchio,ogni tanto tirando un applauso,ogni tanto annuendo..
Poi venne passato il microfono ad una signora anziana,che aggiunse qualche altra cosa.
Poi il microfono venne dato a un professore dell'università Ciociara che disse - bhé,mi sembra ghe non debba aggiungere niende,mi pare che sia stato detto tutto quello che si doveva dire nei riguardi dell'arte- , quindi,diede il microfono proprio a D'annunzio.
Scoprii solo in quel momento che era il direttore di tutta la baraccca.Egli parlò per un ora sui soliti temi che ci aflliggono : la mancanza di gallerie interessate,la mancanza di fondi,il ruolo dell'artista combattente..
Dopo un ora decisi di staccarmi dalla parete e fare due passi,proprio in qual momento sentii dire al microfono - bene!ora potete anche alzarvi e ammirare le opere!-
Venni investito da una calca di gente che doveva fumare,doveva respirare ossigeno.
Che poi avevano ragione,l'aria in quella sala puzzava di fiato e scorregge.Mi schiacciai alla parete e lasciai passare il gregge..


4


La gente andava in giro,venni salutato da un paio di artisti che conoscevo,la curatrice mi fece cenno di venire verso di lei,vicino a lei,D'annunzio.
- forse vuole dirmi che sono il più bravo scolaretto della palazzina - pensai.
Andai li,mi presentò a D'annunzio,gli strinsi la mano,era calda come un termosifone.
- opera fantastica Olivieri!-
-grazie mille-
-si evince uno studio della luce molto particolare-
-si in effetti si-
Prese a toccarsi i baffetti mentre continuava a guardare il mio quadro e a criticarmi.
-di certo avrà impiegato molto tempo per realizzare questa ragazza araba-
-certo,una settimana-
Non disse altro,mi fece un sorriso molto falso.
Poi gli rivolsi io la parola.
-è raro trovare persone che si interessino in questo modo..-
-ah!ah!- fece lui - vede Olivieri,io sono presidente e critico,oramai sono anni che faccio questo lavoro e mi è molto facile scovare gli artisti che snano fare il loro lavoro-
Annuii,poi dissi 
-e che cosa ne pensa del valore intrinseco dell'opera?Come può vedere questa è una ragzza che soffre e che sta soffrendo,e il paesaggio,se nota bene il paesaggio è brullo e mancante di ogni particolare...-
Fece finta di seguire il discorso,poi girò la testa e salutò chissà chi.
-Mi scusi signor Olivieri,devo andare ora..-
-ma certo..- risposi sorridendo.
Era evidente che non gliene fregava un cazzo,non gli interessava della mostra,della cultura,oramai,la mente era offuscata dal bisogno perpetuo di soldi e figa.

Salutai la curatrice,salutai altre due persone,feci un giretto per la sala,guardai qualche quadro. Niente di impressionante.
Guardai il mio sector 455,erano le 7 e 22. Mi ero annoiato abbastanza,driblai un pò tutti,scesi le scale in marmo antico tra ombre e i rimbombi dei miei passi.
Arrivai alla strada,aveva smesso di piovere,l'aria sapeva di cipolla,diedi un aggiustata alla giacca e ripresi a camminare.


5


 Tornai alla metro,trovai un posto libero.

















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